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Mais Amor Por Favor: il mio Brasile (#1)

Viaggiare è un’attitudine, una forma mentale, una predisposizione allo scambio. Si può attraversare il globo, oppure semplicemente uscire di casa e andare a visitare un quartiere della nostra città diverso da quello in cui abitiamo.
In un caso e nell’altro occorrono la stessa dose di curiosità, apertura mentale, voglia di conoscere e accettare ciò che è diverso da noi e che ancora non conosciamo.
Da ogni mio viaggio, lungo o breve che sia, che mi conduca lontanissimo o dietro casa, ho imparato che la cosa fondamentale da portare con se è il rispetto.
Ho imparato che è importante entrare con umiltà nel territorio altrui, senza invadenza nè arroganza, con un sorriso magari, che lasci capire che si è aperti e ben disposti allo scambio, ma senza forzature o imposizioni.
La natura, le persone, i credi religiosi, le usanze, i cibi: per conoscere un luogo è necessario sapere osservare in silenzio, lasciarsi coinvolgere senza pregiudizi, cercare di comprendere anche ciò che ci sembra molto lontano da noi e dalla nostra quotidianità.
Adattarsi è sopravvivere, sempre.
Anche quando le condizioni sembrano sfavorevoli, conviene dare una possibilità all’altro. Per scoprire magari che “l’ignoto” non fa poi così paura e che spesso non c’è niente da temere nelle cose che sono diverse dalla mostra idea di “normalità “.
Quando viaggio cerco di mettermi il più possibile in connessione con il Paese che sto visitando, vado alla ricerca dei cibi tipici, visito i mercati, cerco di conoscere persone del luogo e di fare, nel limite del possibile, attività simili a quelle che fanno loro tutti i giorni.
Ho fatto così anche in questo mio viaggio in Brasile (sono ancora qui mentre sto scrivendo questo post): una lezione di cucina a casa di un pescatore, in una favela sul mare a Salvador de Bahia, per imparare a preparare uno dei piatti bahiani più famosi, la moqueca di pesce;
un viaggio in pullman lungo 7 ore, da Salvador a Lencois, una cittadina deliziosa e tranquilla (a parte le entusiasmanti e rumorose feste che in questo periodo durano fino all’alba), lontana dal caos e dalla sensazione di pericolo imminente che si percepiscono nel resto del Brasile; passeggiare nella lussureggiante regione della Chapada Diamantina, raggiungere le vette più alte e i laghetti meno frequentati, accompagnati da Luis detto il Krug, una guida locale che nella zona è una leggenda. Lui faceva il grafico pubblicitario a San Paolo ma da 40 anni ha scelto una vita diversa e oggi, a 72 anni, sale su per le montagne agile e instancabile come un gatto e della Chapada conosce ogni singola pietra.

C’è tutto da imparare. Basta sapersi fermare e ascoltare.

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