novembre 2011

La parmigiana di melanzane della mia nonna e della mia mamma

Questa ricetta arriva direttamente dalla Sicilia, parecchi anni fa (quasi 100!), insieme alla mia nonna paterna, l’adorata Nonna Anna.
Mia nonna era giovanissima quando lasciò Messina. C’era la guerra (la seconda mondiale) e per sfuggire ai bombardamenti era stata costretta a scappare a Roma insieme al marito e ai tre figli piccoli (il più piccolo, praticamente in fasce, è il mio papà).
La loro fuga dalla Sicilia e l’arrivo rocambolesco nella Capitale erano una delle storie che preferivo farmi raccontare da nonna quando ero piccola.
A causa della guerra il cibo scarseggiava ed era difficilissimo procurarsi da mangiare.
Venivano distribuite le cosidette tessere annonarie, cioè un libretto o scheda con tagliandi staccabili che dava diritto ad acquistare determinate quantità dei viveri razionati. Ma quello che si poteva ottenere con queste tessere era davvero poco. Chi poteva permetterselo ricorreva alla borsa nera, dove convergevano alimenti di qualsiasi tipo, spesso trafugati dalle campagne e rivenduti a prezzi altissimi.
Per fortuna a mio nonno gli affari andavano bene e quindi in casa loro non mancava mai niente.
Addirittura un’intera stanza era stata adibita a dispensa ed era piena di cibi di ogni genere, e il mio papà ricorda ancora un enorme sacco di juta pieno di caramelle di zucchero colorato.

Mia nonna era una cuoca sopraffina e da piccola adoravo andare a pranzo da lei. Le sue ricette rispettavano la tradizione siciliana e non erano certo light, ma quei sapori decisi e ricchi sono ancora oggi nella memoria delle mie papille gustative e nel mio cuore.

Prima di sposarsi la mia mamma non sapeva cucinare praticamente nulla.
Ancora oggi in famiglia si ride ricordando la prima cena che preparò a mio padre: pasta al forno. Peccato che la mise in forno direttamente cruda, senza bollirla prima. Per poco non ci rimisero entrambi tutti i denti!

Dopo questo inizio disastroso, grazie alla pratica quotidiana e ai consigli delle mie nonne, le cose migliorarono decisamente, e oggi anche la mia mamma è una cuoca molto brava.
I suoi piatti forti sono proprio quelli della tradizione siciliana e la parmigiana merita forse il primo premio.
Ecco come la prepara…

Ingredienti: 6 melanzane, 1 litro di passata di pomodoro, 2 spicchi di aglio, 300 gr di fiordilatte, 2 uova sode, 150 gr di parmigiano grattugiato, basilico, sale fino e sale grosso, pangrattao, olio extravergine di oliva.
Spuntate le melanzane, lavatele e tagliatele a fette di circa 1 centimetro di spessore per il verso della lunghezza. Lasciate risposare per almeno un’ora sotto sale, in modo che possano espellere una buona parte del liquido amarognolo che le caratterizza, quindi sciacquatele e asciugatele bene.
Nel frattempo avrete preparato il sugo mettendo in una padella gli spicchi di aglio, un fio di olio e la salsa di pomodoro. Salate, aggiungete abbondante basilico spezzettato (con le mani mi raccomando, oppure con un coltello dalla lama in ceramica), coprite e lasciate cuocere a fuoco lento.
In una padella mettete abbondante olio (almeno due dita) friggete le melanzane in modo da farle dorare su entrambi i lati e mettetele ad asciugare su carta assorbente.
Tagliate il fiordilatte a pezzetti e sbriciolate le uova sode.
Ungete una pirofila, cospargete il fondo con un po’ di sugo e iniziate a disporre un primo strato di melanzane, una di fianco all’altra senza sovrapporle. Versate sulle melanzane uno strato di sugo, spolverate con il parmigiano e coprite con parte della e delle uova sbriciolate. Procedete con il secondo strato e andate avanti fino a esaurimento degli ingredienti, terminando con uno strato di sugo, parmigiano e una spolverata di pangrattato.
Infornate a 200° per 40 minuti, gli ultimi minuti con la funzione grill per ottenere una bella crosticina.

Tartare di salmone e avocado

Una tartare in versione finger food. Semplicissima: prendete un filetto di salmone freschissimo (io me lo faccio preparare direttamente dal pescivendolo; la prima volta che mi ha sentito pronunciare la parla tartare mi ha guardato un po’ strano perchè non sapeva cosa fosse, ma ormai ha imparato e la prepara meglio di un sushi master!), un avocado maturo, un lime e della salsa teriyaki (la potete acquistare in qualsiasi negozio di specialità alimentari o di cibi esotici, oppure preparatela voi versando in una pentola e portando a ebollizione mescolando costantemente: 125 ml di salsa di soia, 3 cucchiai di zucchero e uno di olio. Una volta che lo zucchero si è sciolto completamente la salsa sarà pronta per essere utilizzata).
Fate marinare il salmone per qualche minuto nel succo di lime. Nel frattempo sbucciate l’avocado, fatelo a pezzetti, unitelo al salmone e condite con qualche goccia di salsa teriyaki.