aprile 2013

Tagliatelle con indivia, acciughe e prezzemolo

L’avevo annunciato che in questi giorni mi sarei scatenata con i primi ed eccomi qui con una nuova ricetta, per iniziare la settimana con una carica di energia.
Questa pasta l’ho preparata proprio nel modo in cui piace cucinare a me: inventando e creando in libertà.
Via con gli ingredienti: 3 coste di indivia liscia, 80 gr di acciughe sottolio, 300 gr di fettuccine all’uovo, 1 mazzo di prezzemolo, 2 spicchi di aglio, peperoncino a piacere, pecorino grattugiato, 1/2 bicchiere di vino bianco, olio extravergine di oliva Roi.
In una padella capiente preparo un soffritto con l’olio, l’aglio sbucciato, il peperoncino e il prezzemolo sminuzzato. Dopo circa un minuto aggiungo le alici, sfumo con il vino. Aggiungo l’indivia sminuzzata e lascio cuocere a fuoco lento con il coperchio. Io non ho aggiunto sale perchè le acciughe sono molto saporite, ma voi assaggiate e agite secondo il vostro gusto.
Cuocio le tagliatelle in abbondante acqua bollente salata (ho aggiunto nell’acqua anche un filo di olio per renderle più tenere), scolo al dente e ripasso nella padella con il condimento.
Spengo la fiamma e spolvero con pecorino a piacere.

La mia prima volta

Sono romana, amo tutte le cucine regionali italiane (soprattutto la siciliana e la pugliese) eccezion fatta per la romanesca. Forse perché la cucina romanesca si basa per tradizione su piatti preparati con ingredienti “pesanti”, dai gusti molto forti come guanciale, strutto, interiora, agnello, trippa, animelle. in ogni modo non l’ho mai amata molto e fino a qualche anno fa non avevo neanche mai assaggiato dei must come carbonara e amatriciana. Crescendo i gusti sono cambiati e ora mi lancio molto di più. Tanto da spingermi a misurarmi con la preparazione della pasta alla carbonara. Sarà stata la cosiddetta “fortuna del principiante”, ma devo confidarvi che è riuscita davvero bene.
Ecco la mia prima volta con la carbonara.

Ingredienti: 200 gr di pancetta affumicata, 3 uova, 50 gr di pecorino grattugiato, 1/2 bicchiere di vino bianco, 400 gr di rigatoni (ma anche gli spaghetti ci stanno benissimo!), pepe nero da macinare, sale, olio extravergine Roi.

Come prima cosa tagliate la pancetta a listarelle e fatela rosolare in una padella capiente con un filo di olio, sfumate con il vino e lasciate cuocere fino a che la pancetta non diventa croccante. In una pentola portate a ebollizione l’acqua, salate e buttate la pasta. Nel frattempo in una terrina capiente sbattete le uova, aggiungete abbondante pepe, il pecorino e un pizzico di sale e amalgamate bene fino a ottenere una crema.
Scolate la pasta al dente, buttatela in padella con la pancetta, lasciate insaporire poi trasferite tutto nella terrina con la crema. Mantecate a lungo, spolverate con un’ultima macinata di pepe e una spolverata di pecorino e servite.

Lontano dagli occhi ma sempre nel cuore…

Lunga assenza da pentole, padelle e dalle pagine di questo blog.
Sarà stata l’aria primaverile, che ha portato un po’ di pigrizia nella mia cucina, saranno state le tante cose alle quali da tempo desideravo dedicarmi, rimandando sempre. Ecco cosa ho combinato in queste giornate di assenza dal web.
Ho conosciuto un vino nuovo (Ferentano della Cantina Falesco) e me ne sono innamorata al punto di andare a visitare la casa vinicola dove lo producono (località Montecchi, provincia di Terni).
Lí ho fatto shopping enologico e ora nella mia piccola cantinetta personale ci sono in bella vista parecchie bottiglie di questa casa vinicola che amo particolarmente.
Sono andata in giro per Roma e dintorni alla caccia di ristoranti nuovi e purtroppo sono incappata in un paio di locali che mi hanno deluso per la loro cucina scadente. Vabbé, fa parte dei rischi  che si corrono quando si fa scouting gastronomico J (non faró i nomi, preferisco parlarvi dei posti che mi piacciono, quelli da consigliarvi per un’occasione speciale).
Infine ho scoperto un luogo magico, nascosto nel cuore di Roma, sconosciuto ai piú: il cimitero acattolico. Forse visitare un cimitero non vi sembrerà così allettante, magari macabro, ma questo sembra piuttosto un giardino segreto, con vialetti curatissimi, come lapidi vere e proprie opere d’arte, all’ombra della Piramide Cestia. Tra le persone illustri qui sepolte ci sono Carlo Emilio Gadda e i poeti romantici Percy Bysshe Shelley e John Keats. Vale veramente la pena spingersi fino in zona Ostiense per fare una passeggiata in questo luogo carico di spiritualità.

Oggi torno da voi senza una ricetta, solo per salutarvi e dirvi che mi siete mancati, ma che nei prossimi giorni ricomincerò a spadellare. E saranno giorni dedicati ai primi piatti perché, alla faccia delle diete post pasquali, ho voglia di pasta, cucinata in modo semplice, gustosa e veloce.