marzo 2015

Cucina romana da Coquis: sfida forense ai fornelli

Dalla Cucina Toscana a quella Romana: Chef Forense non si ferma mai e per la seconda tappa del fortunato format targato Bmw Roma si sposta da Coquis, l’Ateneo della Cucina Italiana di Angelo Troiani, per una serata che ha visto sfidarsi ai fornelli avvocati, notai e imprenditori appassionati di cucina e buon vino.
I partecipanti, divisi in tre squadre, hanno preparato un antipasto, un primo e un secondo tipici della cucina romana (carciofi, amatriciana e saltimbocca) e si sono sottoposti al giudizio dello Chef Residence Riccardo Zanni e a quello di assaggiatori d’eccezione quali Massimiliano De Silvestre e Roberto De Laurentiis, rispettivamente amministratore delegato e responsabile marketing di Bmw Roma, il giornalista Alessandro Lupi, Edoardo Caltagirone e tanti altri.
I piatti erano tutti buonissimi ma ad aggiudicarsi il primo premio é stata a furor di popolo la pasta all’amatriciana. Divertimento assicurato e bellissima atmosfera grazie ai grandi vini di Casale del Giglio e alla musica della Dj Tamara Selim.
A regalare un tocco fashion alla serata le preziose creazioni di Isabella e Benedetta con il loro marchio La Fam.
Next stop: lunedì 13 aprile da Mamà-Laboratori di Cucina per la sfida finale.

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Vinitaly 2015: a Worldwide Passion

Partecipare a un evento importante come il Vinitaly e sentirsi a casa, non è una cosa così scontata.
Eppure è proprio quello che mi successo durante questa 49esima edizione.
Una domenica trascorsa negli spazi espositivi di una delle manifestazioni di settore più prestigiose e importanti al mondo si è trasformata nell’occasione per conoscere nuove realtà e aziende, nonchè il pretesto per salutare amici che in questo settore hanno investito passione, dedizione e professionalità.

La mia giornata al Vinitaly non poteva iniziare meglio: ospite degli amici Stefano Carboni e Maria Grazia D’Agata della MG Logos, ho partecipato allo show cooking dedicato al Fiano di Avellino DOCG: Francesco Apreda, chef stellato dell’Hotel Hassler di Roma ci ha incantato con due splendidi piatti abbinati a due diverse annate del Fiano di Avellino DOCG.
Un Fiano giovane (2013) ha accompagnato un “Fluido di pomodoro e mozzarella, cheviche di sgombro e verdurine al cedro”. Per il Fiano 2010 lo chef ha invece ideato un eccezionale “Carpaccio di cappesante e spigola, inserito all’interno di di una foglia di Shiso verde con carciofi crudi e crema di uova di spigola montata a freddo con olio evo”.

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Divertente ed emozionante è stato poi incontrare finalmente di persona, dopo anni di collaborazione professionale tramite mail e telefono, Carlo Padoin, giovane e appassionato responsabile commerciale della Adami Spumanti, un’azienda che nella terra del Prosecco Superiore ha fatto della passione per le bollicine una storia di famiglia.

Non poteva mancare un saluto all’amico Antonio Santarelli, proprietario di Casale del Giglio, azienda leader del mercato enologico laziale e che sta ora estendendo la propria presenza anche all’estero.
Antonio mi ha fatto assaggiare in anteprima il Bellone bianco, fino a oggi disponibile solo sul mercato estero ma da maggio in vendita anche in Italia.
Altra piacevole scoperta tra i vini prodotti dall’azienda è stato il Faro della Guardia, prodotto con uve Biancolella provenienti dall’Isola di Ponza.

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Salutato Antonio e il suo accogliente stand, abbiamo fatto un salto da un altro amico, Francesco Lomi, dell’azienda agricola Usiglian del Vescovo, a Palaia, in provincia di Pisa.

Francesco ci ha accolto con un piatto di salumi, formaggi e taralli e guidato in una degustazione di alcune delle etichette da lui prodotte. Dal fresco rosato Sangiosè, al Ginestraio, elegante bianco prodotto con uve Chardonnay e Viognier, fino al Mille&ottantre, gioiello enologico dell’azienda, nato nel 2009 da una piccola vigna e prodotto appunto solo in 1083 bottiglie numerate.

Che si tratti di grandi aziende che non hanno bisogno di presentazioni o di piccole realtà locali a gestione familiare, il mondo del Vinitaly riserva a tutti uguale prestigio e medesimo risalto perchè comune denominatore di tutte le aziende che sono qui a raccontare e presentare i propri prodotti sono l’amore, la dedizione, la passione.
Per la Vite. E per la Vita.

 

 

 

Polpo e patate: storia di un Amore

La mia biciclettina blu, su cui mi hai insegnato ad andare senza rotelle, collezionando lividi sulle caviglie per farmi tenere in equilibrio.
I ciucci di zucchero che mi portavi ogni sera.
I giardinetti e le giostre la domenica mattina.
Io e te e la pesca di notte con i pescatori di Ponza; accompagnarli all’alba a vendere il pesce a Terracina e crollare abbracciati sulla cuccetta del capitano, sfiniti dalla notte di veglia.
I libri che da bambina scrivevo e di cui eri il Mio Editore, solo per regalarmi il sogno di sentirmi una piccola scrittrice.
Io a 5 anni che ti dico: quando mi tieni per mano mi sento imbattibile.
Tutte le notti che mi hai aspettato sveglio, facendo finta di guardare un film; e tutti i pomeriggi che mi hai accompagnato alle feste, rimanendo un po’ nascosto perchè “ero troppo grande per farmi vedere con papà”.
La fiducia che mi hai sempre dato.
I san marzano mangiati a morsi; la mozzarella di bufala e il mio vino preferito che compri quando sai che verrò a cena; i nostri “papponi”, di cui ci scambiamo le “ricette” e che piacciono solo a noi.
La mattina di gennaio in cui mi hai accompagnato alla stazione per prendere un treno diretto a Orbetello, senza domandarmi nulla, ma dicendomi solo: se hai bisogno di me chiamami, e ti vengo a prendere in capo al mondo.
Tutto quello che mi hai insegnato; tutto quello che hai costruito per noi.
Io e te, lo stesso carattere, e la fama di essere un po’ gli orsi della famiglia.
Io e te, che ci assomigliamo tanto, gli stessi occhi e tanti nei. E poi, i tuoi piedi bellissimi che… potevi fare il fotomodello! … e io invece no.
La pista delle automobiline e i nostri pupazzetti.
La tua calma, la mia impazienza.
Tu, i viaggi e tutto il mondo che… alla fine sembra un po’ Coccia di Morto.
Quando da bambina ti facevo compagnia mentre ti facevi la barba, e mi davi un po’ di schiuma per farmi giocare.
I barbecue a Borea e il sabato d’estate quando aspettavo che ci raggiungessi al mare e ci portassi agli scivoli d’acqua.
L’Omino fatto con due dita, che corre veloce e fa più paura di qualunque mostro; più paura persino di Pinco Pallino.
Tu che mi ascolti sempre e mi consigli; e come te nessuno.
Tu che sarai sempre il mio Principe Azzurro.

Ti amo Papà!

E ora, la ricetta del polpo e patate che prepara il mio papà.
Ingredienti: 1 kg e 1/2 di polpo pulito, 3 patate, un ciuffo di prezzemolo, 2 spicchi di aglio, 1 cucchiaio di aceto di vino, 1 pizzico di sale, olio evo.

In una pentola capiente metto a bollire l’acqua. Quando raggiunge il bollore verso il cucchiaio di aceto e butto il polpo. Lascio bollire con il coperchio per mezzora circa. Spengo il fuoco e lascio il polpo a raffreddarsi nella propria acqua di cottura. Questo ne garantirà la morbidezza delle carni.
Nel frattempo bollo le patate, lasciandole “al dente”. Quando il polpo sarà tiepido lo faccio a tocchetti; taglio a pezzi anche le patate. Lavo e sminuzzo il prezzemolo. Unisco gli ingredienti aggiungendo un pizzico sale e un giro di olio a crudo.