febbraio 2017

Il mio Brasile #2: ristoranti, spiagge e luoghi da non perdere

Premessa importante: ognuno secondo me dovrebbe costruire il proprio viaggio su misura alle proprie esigenze, disponibilità economiche, gusti.
Questo non significa però che, nel momento in cui si sceglie una meta da visitare, i consigli e le esperienze vissute da chi ha già percorso quelle tappe non possano tornare utili.
Per questo motivo vi lascio qui di seguito la mia personalissima guida a una visita al Brasile.
Hotel, pousadas, ristoranti, luoghi ed esperienze che io ho apprezzato durante il mio viaggio.

1) cascate di Iguacû. Al confine tra Argentina e Brasile, dichiarate patrimonio dell’umanità dall’Unesco, sono tra le 7 meraviglie naturali al mondo.
Consistono in un sistema di 275 cascate alte fino a 70 metri: uno spettacolo unico che vi lascerà senza fiato. Da non perdere!

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2) Il Pelourinho a Salvador de Bahia. Qui potrete alloggiare nella deliziosa Villa Bahia, consigliatissima anche per un aperitivo seduti a uno dei tavolini sulla piazzetta o per una cena a lume di candela godendo di piatti della cucina bahiana perfettamente eseguiti. Oppure scendete nella città bassa e regalatevi una cena sul mare da Amado: location suggestiva, servizio curato e interessanti piatti di cucina brasiliana contemporanea.
Dopo cena non potete farvi mancare una degustazione di cachacas aromatizzate al Bar Cravinho, a pochi metri dalla chiesa di Sao Francisco.

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3) a Rio cercate il mitico Oliveira, un tassista/guida che si autodefinisce O Rei do Turismo e che vi porterà in giro per Rio in modo sicuro e divertente, permettendovi di visitare luoghi turistici ma imperdibili come il Pao de Azucar e il Cristo Redentore, ma anche luoghi più particolari, fuori dai percorsi consueti, come la Rocinha (la favela più grande di Rio), la Barra de Tijuca, le stradine più nascoste del quartiere di Santa Teresa, nonché il Corcovado, da cui si gode una vista mozzafiato su tutta la città.
Vi lascio il suo recapito telefonico, chiamatelo e non ve ne pentirete: +55 21 999486120.

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Nel tempo libero potrete godere dell’energia di questa meravigliosa città godendovi la vita da spiaggia.
I chioschetti che preparano cocktail e succhi di frutta fresca si susseguono e la musica coinvolgente vi seguirà ovunque.
Potrete bere qualcosa guardando una delle innumerevoli partite di footvolley, perfezionare l’abbronzatura sdraiati sulla spiaggia, fare jogging sul lungomare oppure rinfrescarvi nelle acqua oceaniche.
Per la cena scegliete Fogo de Chao: ottima churrascaria dagli arredi glam nella baia di Botafogo.

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4) La deliziosa cittadina di Lençois e le meraviglie naturalistiche della Chapada Diamantina, nella regione di Bahia.
Da Salvador un paio volte alla settimana partono dei voli per Lençois ma il mio consiglio è di acquistare un biglietto dell’Expresso Federal e affrontare le 7 ore di pullman che vi porteranno alla vostra meta. Lungo il percorso potrete conoscere meglio il territorio, apprezzare il susseguirsi di aree brulle e quasi desertiche, campi coltivati, vegetazione rigogliosa, villaggi e mercatini e fare un’esperienza da veri “locals”.

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5) Da Lençois avrete la possibilità di partire per le escursioni più varie, da scegliere a seconda della vostra preparazione atletica, predisposizione all’avventura, giorni a disposizione.
Le numerose agenzie locali sapranno consigliarvi al meglio.
Se potete, non perdetevi una camminata su e giù per le alture che circondano Lençois accompagnati da una istituzione del posto: Luis, chiamato The walking book. 72 anni, da 40 in Chapada, vi porterà alla scoperta dei laghi, delle cascate e dei percorsi meno conosciuti della zona.

6) Una cooking class a Salvador de Bahia per imparare a preparare il piatto simbolo della città: la moqueca di pesce. Prima la spesa al mercato di Sao Joaquim, cuore pulsante di Salvador, dove vanno a fare la spesa solo le persone del posto e solitamente non entrano turisti; poi la lezione a casa della moglie di un pescatore, in una favela sul mare.

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7) Se ne avete la possibilità non rinunciate a qualche giorno di completo relax in una delle numerose località di mare del Brasile. Anche qui la scelta dipende molto dai vostri gusti (totale relax o vivace vita mondana?; spiagge deserte o spiagge allegramente rumorose, con musica e chioschi che vendono caipirinhas e formaggio grigliato e interminabili partite di footvolley?) e dal tempo a disposizione. Jericoacoara, Morro do Sao Paolo, Buzios, Trancoso oppure l’esclusiva Fernando de Noronha sono solo alcune delle opzioni tra cui scegliere.
Al Morro non perdetevi una cena da Basilico. Solitamente all’estero evito i ristoranti italiani, ma la cucina di Roby, cuoco giramondo, vi conquisterà con la sua pasta tirata a mano davanti ai clienti, il pesce freschissimo e il menù curato e creativo.

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La ricetta della Moqueca di Salvador de Bahia

La nostra cooking class inizia alle 9 del mattino. La nostra guida, Joao Luis, ci preleva in albergo e ci porta al mercato di Sao Joaquim per fare la spesa.
Qui non ci sono finzioni costruite ad arte per i turisti ma il vero cuore pulsante della Salvador autentica.
Lista della spesa (compilata dalla nostra insegnante/cuoca Crispine) alla mano seguiamo Jaoa Luis tra i banchi del mercato, colorato e chiassoso. Frutta e verdure di ogni tipo, spezie, pesci e carni, bottiglie di liquori sconosciuti. C’è persino un ragazzino che vende pasticche di viagra!
Ci muoviamo tra i vicoli cercando i prodotti che ci serviranno per preparare la nostra moqueca di pesce, ma ad ogni passo è difficile non farsi distrarre dalle persone e dai prodotti in vendita e la spesa dura molto più del previsto.
Riso, aglio, coriandolo, farina di cocco preparata al momento, olio di palma, limone e cachaça (che serviranno per preparare la caipirinha per l’aperitivo), farina di tapioca, peperoncini, açerola (piccoli frutti rossi e asprigni dai quali si estrae un succo molto amato dai brasiliani ed estremamente salutare, ricchissimo di vitamina c); il pesce no. Quello lo troveremo direttamente a casa di Crispine. E freschissimo per giunta, visto che suo marito è pescatore.
Quando abbiamo acquistato tutto torniamo all’auto, direzione un villaggio di pescatori nella Baia di Todos Os Santos.
La casa della nostra insegnante di moqueca è in un borgo di pescatori, una vera e propria favela sul mare, subito a destra dell’Elevatore Lacerda.
L’arrivo è a dir poco surreale.
Lasciamo la macchina su una specie di tangenziale e seguiamo la nostra guida giù per una scala sotto un cavalcavia.
Joao Luis ci avverte che il primo tratto di favela è interamente occupato da spacciatori locali, per lo più ragazzini, e ci raccomanda di procedere tranquilli, senza guardarli mai.
Lo scenario è desolato, le casette mezze diroccate e ovunque ci sono ragazzi seduti o sdraiati all’ombra, in una specie di terrazzino chiuso da sbarre anche una ragazza e due bambini piccolissimi, che giocano per terra.
Dopo una serie interminabile di scalini arriviamo finalmente alla zona riservata ai pescatori. Le loro abitazioni sono comunque fatiscenti, ma il mare è vicinissimo e l’atmosfera completamente diversa da quella che si respirava poco più su.
Gruppi di anziani giocano a carte fuori da quello che sembra essere il bar del paese, dentro una casa senza porte una donna grassissima si fa fare la pedicure da un’amica, dagli scogli a pochi metri decine di bambini si buttano in acqua, risalgono sulle rocce e si tuffano di nuovo.
Tutti sono allegri e rumorosi e ci salutano senza diffidenza.
Arriviamo a casa di Crispine e del marito pescatore e disponiamo sul tavolo i nostri acquisti.
Il tempo di lavarci le mani e siamo pronti per cucinare la nostra prima moqueca.

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Ingredienti: 4 filetti di pesce bianco (noi abbiamo usato red fish ma anche nasello, orata o merluzzo possono andare benissimo), 1 peperone verde, 1 peperoncino rosso, 4 pomodori San Marzano maturi, 1 cipolla bianca, 1 aglio, 1 ciuffetto di coriandolo fresco, 120 ml di latte di cocco, olio di dende (palma), olio di oliva, sale.

Tritate aglio, cipolla, coriandolo e peperoncino.
Pulite peperone e pomodori eliminando tutti i semini, tagliateli a cubetti e uniteli al trito.
Coprite il pesce con questo condimento e lasciate marinare qualche ora.
Spostate tutto in un tegame (di coccio sarebbe l’ideale), condite con olio di oliva, qualche goccia di olio di dende e sale e lasciate cuocere con il coperchio per 10 minuti. Aggiungete poi il latte di cocco e continuate la cottura per altri 10 minuti.
Servite con riso bollito.