Adoro mangiare fuori casa, provare nuovi piatti, cucine diverse, chef stellati e cuochi da trattoria.
Mi piace entrare in un posto nuovo, studiare l’ambiente, l’illuminazione, l’apparecchiatura dei tavoli.
Do molta importanza anche all’accoglienza del personale, alla sensazione che mi trasmettono già sulla porta, nei primi istanti in cui ti accompagnano al tavolo e ti porgono i menù.
Ah, i menù… meriterebbero un capitolo a parte tanto sono importanti nella valutazione di un posto.
Esiste una vera e propria scienza per compilarli ad arte. Peccato accada di rado.
Adoro mangiare fuori dicevo, e questo penso si sia capito.
Ma mi piace molto anche stare a casa. Soprattutto quando il clima fuori è rigido, come in questa stagione.
E soprattutto quando siamo vicini alle feste di Natale.
Amo accendere candele profumate, preparare la tavola con cura, accoccolarmi sul divano in attesa di cenare, con un bicchiere di vino in mano, qualche libro, magari una guida per organizzare il prossimo viaggio e perdermi a fissare le lucine accese e scintillanti dell’albero di Natale.
Le cene a casa sono l’occasione per mettere in tavola prodotti meravigliosi, freschi, che con poche mosse diventano un vero banchetto.
Come quello che abbiamo organizzato qualche sera fa. Voglia di pesce crudo e bollicine, per brindare al nuovo anno che si avvicina, ai tanti progetti da portare avanti, alla bellezza che ogni giorno può portare con sé.
Ostriche, gamberi crudi e una tartare di salmone marinata con un’emulsione di olio, limone, aneto e qualche goccia di salsa di soia. Per ricordare a noi stessi di celebrare ogni giorno.
Il pesce deve essere eccellente, ça va sans dire.
Io lo prendo da un’istituzione di Roma, Giorgio della pescheria Blu-Fish in via Nitti.
Se siete in zona passate a trovarlo.
Oltre alla materia prima di grande qualità, la simpatia sua e del suo papà valgono il viaggio.