Gennaro Esposito: mangerete la mia storia

“Nel mio mestiere dimenticare le proprie origini è un “peccato mortale”,
un gesto di superbia che preclude anche la possibilità di scoperte future.
Ricordiamocelo, ricordatevene.”

Due Stelle Michelin dal 2008, meritatissime.
Una cucina che non smette mai di innovarsi, sperimentare, ma che allo stesso tempo rimane legatissima alle tradizioni e agli ingredienti del territorio, a partire dalla treccia di bufala orgogliosamente esposta all’ingresso della sala e che ci viene offerta appena ci sediamo.
La location è incantevole, una torre vecchia 1300 anni che svetta dove mare e cielo si incontrano, e dove le pietre antiche convivono con il design in modo gradevolissimo.
Non potevamo iniziare il nostro 2017 in modo migliore.
Alla Torre del Saracino la parola d’ordine è attenzione a ogni dettaglio, ma come piace a noi: con genuinità e leggerezza.
Il maître ci accoglie sulla scalinata e ci invita ad entrare.
Da quel momento è stato tutto un susseguirsi di coccole.
E’ una meravigliosa giornata di gennaio, limpida e fredda, e per l’aperitivo scegliamo la torre di vetro che affaccia direttamente sulla spiaggia e sul mare, lì a pochi metri da noi.
Champagne e piccoli assaggi dalla cucina, poi veniamo guidati in sala.
IMG_8694
La carta del ristornate la potete trovare anche on line, ma il consiglio è quello di lasciare fare allo chef.
Noi scegliamo il menù da 7 portate e ci lasciamo andare al piacere.
Iniziamo con Seppia, inchiostro e fegato con pesto di prezzemolo e confit di limone.
Triglia in umido, caprino e gnocchi di bietola.
Stoccafisso, e patate con spuma di capperi e peperoni cruschi.
IMG_8695

IMG_8697

IMG_8698
Pane fresco, grissini e focacce sfornati dalla cucina si susseguono a ogni portata.
Arriva una indimenticabile minestra di pasta mista con crostacei e piccoli pesci di scoglio. 12 tipologie di pasta, tutte con cotture differenti. La mia preferita in assoluta, quasi a pari merito con il piatto successivo: ravioli con provolone del Monaco, pere e tartufo bianco.
I secondi mi hanno stupito meno ma sui dolci torniamo a volare. La piccola pasticceria, il carrello del cioccolato e i dessert: per me mont blanc scomposto, per il mio amore un tiramisù indescrivibile a parole: delizioso da lasciare senza fiato.
IMG_8699

IMG_8700

IMG_8701

IMG_8703

IMG_8704
IMG_8707

Caffè, distillati, i saluti dello Chef ed è già tempo di lasciare, a malincuore, la Torre.
Gennaro Esposito e la sua cucina ci hanno rubato il cuore.
Che possa essere un anno pieno di cose belle e buone e, naturalmente, di Stelle!

Via Torretta, 9
Marina d’Aequa,Vico Equense (NA)
Tel. +39 081.802 85 55

Nel Regno del Boss delle Cerimonie: il mio Capodanno a La Sonrisa

Il Boss è morto, evviva il Boss!
Già da qualche tempo Antonio Polese, meglio conosciuto come il Boss delle Cerimonie, era malato e lo scorso 1° dicembre è arrivata la triste notizia della sua morte.
Erano anni che sognavo di visitare il Castello del Boss ma l’idea di trascorrere la sera dell’ultimo dell’anno all’Hotel La Sonrisa non mi aveva mai sfiorato.
Finalmente lo scorso 31 dicembre ho coronato il mio sogno trash e ho partecipato al cenone di fine anno nel Castello.
Tutto secondo le aspettative: luci, colori, musiche napoletane, menù ricco; la qualità dei piatti molto discutibile ma questo era prevedibile e noi si era lì per il folklore.

francesca-in-the-kitchen-boss-cerimonie-hotel-la-sonrisa

L’albergo è un 5 stelle a pochi km dalla Costiera Amalfitana. Ricorda in tutto e per tutto un castello delle fiabe ed è stato ristrutturato alla fine degli Anni ’70 da Antonio Polese con l’intento di creare una location da sogno per rendere indimenticabili matrimoni, battesimi, comunioni e qualunque evento che si abbia voglia di celebrare in grande.
Tutto è studiato per stupire: gli arredi opulenti (oro e intarsi ovunque), fontane con giochi di acqua, luminarie, limousine e persino carrozze d’epoca.
L’hotel sembra un vero castello e il Boss ne era il Re indiscusso.
Dopo la sua morte se possibile la Sonrisa è ancora di più un tempio dove il Boss è celebrato ovunque.
Le pareti sono ricoperte di sue foto con personaggi di ogni tipo, da Diego Armando Maradona a Sofia Loren, passando per Caterina Balivo, Giucas Casella e Anna Tatangelo.
Ma per il Boss e il suo Castello non è sempre filato tutto liscio come in una favola: negli anni sono state numerose le accuse di presunti legami con la camorra e recentemente l’intera struttura è stata confiscata per abusi edilizi effettuati tra il 1979 e il 2011.
Questo non ha però impedito la registrazione presso l’albergo di Sant’Antonio Abate della quinta edizione della fortunata trasmissione di Real Time e la messa in onda è prevista per la prossima primavera.
Il Boss è morto ma la sua stella, per la gioia dei numerosissimi e affezionati fans, continuerà a brillare.

img_8629

img_8638

img_8644

menu-capodanno-sonrisa-francescainthekitchen

img_8614

Mezze maniche ai sapori del Sud

In questa ricetta ho voluto usare tutti ingredienti del mio Sud, quelli che mi ricordano i piatti preparati dalla mia nonna, i profumi dei pranzi della domenica, ma anche i sapori dei viaggi enogastronomici che ho fatto negli anni.
La dolcezza del sugo di datterini, le olive condite, i capperi, il pesce azzurro (economico e saporito e così nobile e nutriente), il carattere del pane raffermo tritato e tostato in padella con aglio tritato e un filo di extravergine, la croccantezza e l’aroma unici dei peperoni cruschi, dono di un oste lucano talentuoso e generoso.
Il tutto al servizio di un rigatone artigianale, trafilato al bronzo, prodotto dall’azienda Guerrieri. Unica nota extraterritoriale, in quanto l’azienda si trova su dolci colline in provincia di Fano.
Questo piatto non ha bisogno di ricetta. Vi basteranno ingredienti eccellenti, un pizzico di creatività e tanta passione.
In abbinamento non potevo che scegliere ancora un’eccellenza proveniente dal mio sud: Gàbal di Cantina Fazio, un Nero D’Avola in purezza, dal sapore vellutato e armonico.
Le sue note fruttate e delicate creano un ottimo contrasto con piatti di carattere come questa mia pasta.

rigatoni-ai-profumi-sud-              francesca-in-the-kitchen